Le paure che non affronti diventano i tuoi limiti
Alcuni studi recenti evidenziano l’efficacia di affiancare al trattamento individuale un percorso di psicoterapia di gruppo sempre a orientamento cognitivo comportamentale, che segue gli stessi principi del trattamento individuale. Tale affiancamento andrà a migliorare e a rendere più stabili i benefici del lavoro individuale, in quanto la psicoterapia di gruppo offre la possibilità di confrontarsi con più persone e si concentra sia sui problemi personali sia sulle interazioni interpersonali.
Nello specifico, l’obiettivo della psicoterapia di gruppo è quello di aiutare le persone a risolvere le difficoltà emotive e favorire lo sviluppo personale dei partecipanti attraverso l’esperienza del gruppo stesso, cioè di permettere a persone che vivono disagi simili di sperimentare nuovi processi di attribuzione di significato alla propria storia personale e alle proprie sofferenze attraverso il confronto e la condivisione con gli altri membri del gruppo.
Alcune delle caratteristiche distintive della psicoterapia di gruppo sono:
- non essere gli unici ad avere un problema
- aumento dell’autostima attraverso i punti di forza del gruppo
- comprensione e condivisione senza essere criticati
- avere un obiettivo comune
- alleviare il dolore, il senso di colpa e lo stress attraverso la condivisione
- ricevere feedback costruttivi dal gruppo
- il gruppo è un luogo sicuro, accogliente e non giudicante
Quindi, la psicoterapia di gruppo si prefigge di unire al trattamento individuale la forza della condivisone e del confronto con persone che vivono difficoltà simili, attraverso una maggiore consapevolezza del disagio, oltre all’acquisizione di specifiche tecniche che permettono di riconquistare il benessere psicologico.Il setting di gruppo può essere preferibile a quello individuale (Pomini, 2004) per una serie di vantaggi di seguito elencati. - Nel gruppo il paziente ha modo di cogliere il carattere universale della sofferenza, contrastando la sensazione di esserne l’unico affetto. Questo processo di normalizzazione consente di ridurre il giudizio negativo di sé, spesso presente come problema secondario.
- L’osservazione dei successi altrui motiva al trattamento, facendo sembrare possibile il raggiungimento degli stessi risultati (modeling) “se lui c’è riuscito posso farcela anch’io!”.
- La cooperazione per la ricerca di strategie per la gestione efficace delle situazioni problematiche dà l’opportunità di beneficiare delle intuizioni di tutti i componenti, producendo un ampliamento delle strategie di problem-solving e del repertorio emotivo, cognitivo e comportamentale del paziente.
- L’aiuto tra pari dà la possibilità di comprendere meglio quanto esposto dal terapeuta, grazie all’intermediazione di altri componenti del gruppo che hanno già compreso e lo espongono a loro volta diventando, in quel momento, co-terapeuti.
Un ultimo vantaggio deriva dall’effettuare le esposizioni alle situazioni temute assieme al gruppo. Questo da una parte motiva il paziente, riducendo l’ansia anticipatoria e la tendenza all’evitamento che potrebbero portarlo ad interrompere la terapia di fronte alla prospettiva di esporsi da solo. Dall’altra, se l’esperienza dovesse scatenare una crisi d’ansia, l’intervento di altri componenti del gruppo consentirebbe di modulare, con più facilità, i sintomi e le intense emozioni esperite.
Tuttavia, nel progettare una terapia di gruppo è bene considerare alcuni problemi che potrebbero presentarsi nel corso del trattamento.
Nei momenti di confronto, poi, al paziente potrebbe accadere di svalutarsi, giudicandosi meno competente di altri. Per prevenire tali inconvenienti, è necessario che il terapeuta agisca in modo da creare e favorire un clima di completa accettazione e cooperazione tra i partecipanti.
È importante che ogni paziente abbia la possibilità di raccontare quello che gli accade per poterlo meglio comprendere. Tuttavia, la gestione dei tempi non sempre consente di dedicare a ciascuno lo spazio necessario e questo potrebbe generare in alcuni un senso di frustrazione. Il terapeuta dovrà in tali casi valutare l’eventuale necessità di affiancare al trattamento di gruppo un setting individuale.
Studi scientifici hanno dimostrato come l’integrazione di un percorso individuale e di gruppo incrementano l’efficacia e la stabilità dei
risultati della psicoterapia in molti disturbi e disagi psicologici.
