“Coloriamoci di lilla”, perché non vengano meno l’impegno e la consapevolezza nei confronti delle problematiche legate ai disturbi dell’alimentazione, come anoressia e bulimia.
È l’invito della Giornata nazionale del Fiocchetto Lilla, in calendario lunedì 15 marzo: un’occasione per riflettere su una tipologia di problemi sempre più presenti tra giovani e giovanissimi (l’esordio avviene generalmente in età evolutiva), e che coinvolgono inevitabilmente, oltre a ragazze e ragazzi, le loro famiglie.
La pandemia e i relativi lockdown hanno provocato un netto aumento dei disturbi alimentari in Italia. Secondo i dati resi noti dal Centro Nazionale per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie in occasione della Giornata Nazionale del Fiocchetto Lilla che si celebra il 15 marzo, nei primi 6 mesi del 2020 in Italia ci sono stati 230.458 nuovi casi a fronte dei 163.547 dello stesso periodo del 2019. Sono aumentati i casi di esordio della malattia ex novo, si sono aggravati quelli preesistenti e si è abbassata la fascia di età colpita: ci sono anche bambini di 11 anni.
In questo ultimo anno, si è manifestato un maggiore disagio da parte degli adolescenti che hanno risentito della sospensione delle attività sociali e scolastiche, mancanza di amici, tensioni famigliari, privazioni, con un aggravarsi del rischio di ricaduta nei meccanismi del disturbo alimentare, peggiorando la patologia quando presente. L’impatto del primo lockdown di marzo 2020 ha evidenziato un aumento di sintomi legati all’ansia e alla depressione di chi soffre di questi disturbi.
Spesso si cerca una unica causa alla malattia, ma il disturbo è sempre risultato di un intreccio di fattori dove aspetti predisponenti della persona – insicurezza, bassa autostima, eccessiva spinta alla performance – in momenti delicati della vita e in occasione di eventi stressanti, possono far “precipitare” il problema. La preadolescenza /adolescenza con le modifiche corporee e l’importanza delle dinamiche relazionali e di gruppo, diviene per questo spesso il momento in cui questi disturbi si presentano. Nell’ultimo anno, caratterizzato da Lockdown, DAD e varie restrizioni per i cittadini, i ragazzi hanno dovuto vivere nell’isolamento un momento delicatissimo della loro crescita.
Cosa sono i disturbi alimentari
I Disturbi del comportamento alimentare (Dca), denominati anche “disturbi della nutrizione e dell’alimentazione”, intesi come anoressia, bulimia, disturbi del comportamento alimentare con altra specificazione e il disturbo da alimentazione incontrollata, sono severi disturbi mentali a origine multifattoriale. Riguardano il cibo, il peso e il vissuto corporeo, che viene influenzato da un’immagine fortemente distorta. Nei Dca si intersecano problematiche di tipo biologico, psichico, familiare e socio-culturale; per questo necessitano di trattamenti specializzati da parte di équipe che lavorano in modo integrato. Tipicamente questi disturbi hanno l’esordio in età evolutiva e colpiscono maggiormente la popolazione femminile. Talvolta, sono associati ad altre condizioni psicopatologiche (disturbi dell’umore, d’ansia, ossessivo-compulsivi, di personalità, abuso di sostanze).
Si tratta pertanto di disturbi gravi, con rischio di cronicizzazione e anche di mortalità (in particolare per quanto riguarda l’anoressia), o complicanze organiche rilevanti. È importante l’intercettazione precoce dei disturbi per una maggiore efficacia del trattamento e una migliore prognosi; l’intervento nelle prime fasi del disturbo da parte dell’équipe multiprofessionale può avvenire grazie al contributo di pediatri di libera scelta e medici di medicina generale, e di associazioni di volontariato, scuole e famiglie.
E’ quindi importante, in questo periodo, richiamare l’attenzione sui questi disturbi per diversi motivi, dal rischio di ricaduta alla possibile comparsa del disturbo.
La complessità delle problematiche fa sì che l’approccio debba essere quanto più multidisciplinare, proprio perché nessun professionista, da solo, può riuscire a rispondere all’intreccio di bisogni della persona.
I Disturbi del comportamento alimentare (DCA) sono in Italia la seconda causa di morte tra i giovani. Ma non si muore di DCA. Si muore piuttosto perché non si arriva per tempo alle cure.
Il “Fiocchetto Lilla” vuole essere simbolo di AGGREGAZIONE per chi ha vissuto nell’isolamento della malattia; simbolo di RISPETTO verso chi soffre; simbolo di SPERANZA per chi per troppo tempo è rimasto costretto in silenzio dalla sofferenza; simbolo di RICORDO per non dimenticare chi non ce l’ha fatta.







