Le donne in politica e nel mondo del lavoro e i femminicidi: dati da tenere presente oggi, 8 marzo (Giornata internazionale della donna), mentre regalate o ricevete una mimosa.
L’8 marzo è la Giornata internazionale della donna, una giornata nata per ricordare quali siano le conquiste sociali da ottenere e poi da difendere, fare il punto sulle condizioni politiche, economiche e ricordare gli squilibri che su questo tema esistono nel mondo, dove ancora oggi bisogna parlare anche di violenza nei confronti del genere femminile. È così dal 1909 quando, a partire da New York e poi in tutto il mondo, a questo si è scelto di dedicare questa giornata. Solo in Italia durante questa giornata è anche tradizione regalare le mimose. Ma che si riceva o si regali una mimosa in questa giornata, è bene ricordare qualche dato.
Nel 2020 la categoria più colpita dalla crisi economica causata dal Covid-19 è stata proprio quella femminile: secondo l’Istat su 101mila posti di lavoro persi nel 2020, 99mila erano occupati da donne. Questo perché maggiormente occupate in settori come i servizi, lavori non protetti o precari. Stando al report “Women’s work, housework and childcare before and during Covid-19” di giugno 2020, un terzo delle lavoratrici si è licenziato per concentrare le proprie energie sulle incombenze famigliari.
In 200 paesi del mondo, 20 sono governati da leader donne. In Italia, neanche a parlarne, nessuna politica ha mai ricoperto la carica di Presidente del Consiglio o di Presidente della Repubblica; attualmente tra i 23 ministri, 7 sono donne (le ministre senza portafoglio Elena Bonetti, Mara Carfagna, Fabiana Dadone, Mariastella Gelmini ed Erika Stefani; mentre Marta Cartabia, Luciana Lamorgese e Maria Cristina Messa con portafoglio). Alla guida delle regioni italiane c’è solo una presidentessa: Donataella Tesei, che governa la regione Umbria. Nel 2020 a capo della Calabria c’è stata Jole Santelli, scomparsa l’autunno scorso. Alle donne vengono associati spesso ministeri senza portafoglio oppure legati al sociale e all’istruzione: tutti ambiti prettamente femminili, secondo gli stereotipi più diffusi.
Il 2021 è iniziato da appena dieci settimane, eppure in Italia si sono già registrati 11 casi di femminicidi: 4 a gennaio e 7 a febbraio, un numero che non può essere ignorato. Secondo l’Istat, inoltre, i dati delle chiamate alla Polizia o al 1522 (il numero di pubblica utilità) durante il lockdown del 2020 in Italia sono indice di un allarmante aumento degli episodi di violenza domestica: tra marzo e ottobre è “notevolmente cresciuto rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (+71,7%), passando da 13.424 a 23.071. La crescita delle richieste di aiuto tramite chat è triplicata passando da 829 a 3.347 messaggi”. Numeri preoccupanti, se si pensa che l’anno è appena iniziato; nel 2019 in Italia si sono registrati 72 femminicidi, nel 2020 73. Il loro killer si nascondeva tra le pareti di casa: mariti o ex compagni violenti hanno voluto marcare fino alla fine il loro potere sul corpo e sulla vita delle mogli o ex, uccise per aver cercato di sottrarsi dagli abusi e dalle violenze.
I diritti delle donne sono i diritti di tutti. In questo 8 marzo, é importante ricordare come la battaglia per la parità di genere non sia una roba da e per donne, ma una battaglia di tutti. Perché se vengono violati i diritti delle donne siamo tutti più deboli, se vengono rispettati siamo tutti più forti.
Ecco perché spetta ad ognuno di noi, nella nostra vita quotidiana, dare un contributo concreto per riuscire a fare la differenza. Solo se ognuno di noi, dentro di se, farà propria la parità di genere questa si affermerà nel nostro Paese. E ciò significa anche saper alzare la voce quando si è testimoni di ogni sorta di abusi, molestie e violenze.
Vorrei dedicare questa giornata a tutte voi…
Siate libere, libere di muovervi, di scegliere, di essere trattate in modo paritario. Di essere voi stesse!
Concedetevi del tempo solo per voi, per la vostra mente e il vostro corpo. Una passeggiata, un libro, una chiacchierata con un’amica. Concedetevi i sogni, le speranze!







